martedì 7 agosto 2012

Chapter 13. #New.

-finalmente soli.- dissi mentre camminavamo per andare a Piazza del Popolo.  La voce spariva e tornava.
-si. Andiamo a prendere un gelato, magari ti torna un pò la voce.  Non mi stupisco che l'abbia persa.  Hai cantato in un modo fantastico, hai preso le note più alte. Wow, ero davvero stupito.-
-a proposito, scusa.- dissi. Mi guardò negli occhi con aria interrogativa.
-di cosa ti stai scusando?- mi chiese.
-di averti messo in imbarazzo prima.  Sò che non ti piace stare sotto i riflettori ma...-  mi tappò la bocca con un bacio.
-non ti devi scusare di niente tu, hai capito?  In quel momento, quando hai cantato Incancellabile era come se non ci fosse più nessuno nella sala.  Io e te. Mi è ripassato davanti tutto il pomeriggio di ieri, ero emozionato al sol ricordo. E poi quando sei venuta vicino a me e mi hai dato la mano non potevo crederci.  L'apice della mia contentezza l'ho raggiunto quando mi hai baciato, da quando ti avevo vista lo desideravo un bacio del genere.  Ti giuro che mi hai reso felicissimo.  Grazie, davvero.-  disse lui ed io mi commossi. Ormai eravamo a Piazza del Popolo.  Lo feci fermare, lo guardai negli occhi, lo avvicinai a me e lo baciai.  Era uno di quei baci lenti, intensi. Ci brillavano gli occhi ad entrambi. Andammo a Fontana di Trevi e lì finalmente ci mettemmo seduti a chiaccherare un pò. Comprammo il gelato lì, si dice che sia uno dei più buoni di Roma.  La mia voce iniziò a tornare.
-sai, prima sono rimasto incantato nel vederti con quel vestito rosso lungo fantastico, alta quasi quanto me, con quei capelli pettinati in quel modo e il trucco.  Sembravi più grande, ed eri molto molto bella.  Anche con quello di pailletes eri fantastica, mi sono permesso di fantasticare un pò.-  disse.  Io arrossii.
-sei il mio ragazzo, puoi permetterti di fantasticare un pò.- dissi.  Ripensandoci, avevo ancora il vestito corto in borsa con i decolleté -ce l'ho qui.- dissi indicando la borsa.
-non l'avevi dato a tua madre?-
-quello lungo con le sue scarpe si, ero convinta ci fosse anche questo, ma vabbè, mi sbagliavo.-
-sai non sò dirti se è un bene o un male che tu ce l'abbia con te... mi stai provocando, troppo.- disse.  Io mi ricordai il consiglio di mia sorella di tenere gli ormoni a bada.
-hai impegni domani?- gli chiesi.
-no, perché?-
-mah, niente, stavo pensando una cosa..-.  Lo desideravo di nuovo, decisi però che per oggi il mio corpo era già stato messo a dura prova. 
Sapevo che mi stavano venendo in mente idee contorte, ma non potevo farne a meno.
-ahh, inizio a capire..- disse lui sorridendo. -e da quando sei così pazza di me?-
-da quando ho scoperto di amarti davvero.  Finalmente adesso ci stiamo comportando come una vera coppia, usciamo spesso, baci molto frequenti, siamo andati oltre il confine...- dissi.
-stavo pensando la stessa identica cosa, amore.-
-penso che il nostro secondo anniversario ha cambiato molte cose. Siamo più uniti.-
-Già, ci ha unito ancor di più.- disse lui. -raccontami dell'idea di andare a Barcellona insieme, potrei essere interessato..!- disse strizzandomi l'occhio.
-ahh, Barcellona! C'è un concerto di Laura Pausini il 27 novembre, potrebbe essere un'occasione per vedere Barcellona e per stare insieme una settimana... che ne dici?- -a me attira molto l'idea, devo essere sincero.  Ma dovremmo dirlo in famiglia...-
-Già. Non sarà facile convincerli...- dissi, incupendomi un pò.
-ma possiamo comunque provarci! Domani vediamo quanto ci verrebbe a costare, poi decidiamo.-
-perfetto!- dissi.  Poi misi la testa sulle sue gambe, la stanchezza iniziava a farsi sentire. Giocherellò un pò con i miei capelli, guardandomi.
-sei stanca?- disse
-un pò.-
-mi pare giusto.  Dai andiamo a prendere un taxi, ti riporto a casa.-
-ma io volevo stare un altro pò con te..-.  Si abbassò e mi diede un piccolo bacio. 
-adesso è meglio che ti riposi un pò.  Domani staremo insieme se ti va.  Vuoi venire a pranzo da me?-.  Alla sua proposta mi alzai di scatto.
-certo che mi va!- dissi tutta felice.  Non sò perchè ma lo fece ridere.  Ci alzammo e andammo al parcheggio di taxi più vicino, non mi reggevo più in piedi dalla stanchezza.  Poi non sò, forse mi sono addormentata in macchina quindi lui dolcemente mi svegliò picchiettandomi sulla spalla.
-siamo arrivati.- disse, poi mi venne ad aprire la portiera.  Lasciai dei soldi al tassista e Francesco gli fece segno di aspettare cinque minuti, intanto lui mi accompagnò davanti la porta di casa.
-che ore sono?- dissi, con gli occhi mezzi chiusi.
-l'una meno un quarto.  Sei in tempo.-.  Lo abbracciai.  -buonanotte.- dissi e poi lo baciai. Stessa cosa fece lui e poi aspettai che scendesse le scale per girare la chiave nella toppa piano piano.
Entrai in camera in silenzio tipo zombie.
-sei tornata prima del previsto.- disse Giovanni facendomi prendere un colpo. Si mise a ridere del salto che avevo fatto.
-oddio Giovà! Non lo fare mai più!- dissi con il cuore in gola, dirigendomi verso il bagno. Mi struccai velocemente e mi lavai, poi sprofondai nel mio caldo letto e presi subito sonno.
Era stata una bellissima giornata.

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