martedì 7 agosto 2012

Chapter 10. #New.

Rinunciai a nascondere la mia felicità, anche se sapevo che mi avrebbero aspettato molte domande.
Ormai ero sotto casa, erano le sette e un quarto, avevo appena portato in lavanderia le lenzuola di Francesco, ero pronta ad affrontare l'interrogatorio di mio fratello, mia sorella e dei miei migliori amici.
Mi feci coraggio ed aprii la porta di casa. 
-sono io!- urlai.  In casa c'era solo Giovanni. Appena mi vide, mi squadrò.
-oh, finalmente a casa!- disse lui, un misto fra il contento e l'irritato. -dobbiamo parlare di alcune cose noi, lo sai?- continuò. Ormai aveva capito, se io mi tiravo indietro sarebbe stata un'ulteriore conferma che le sue teorie erano esatte.
-va beene. Però smettila di guardarmi così, mi metti paura.- esclamai.
-ah, non ti ho detto che ho la videochiamata accesa con Laura, prima ci siamo confrontati un attimo.  Hai i capelli bagnati...-disse.  Entrammo in camera e mi accolse con lo stesso sguardo di Gio, Laura.
-ho fatto... i gavettoni.- dissi provando a scusare le mie ciocche bagnate. Ma sapevo che ormai non la davo a bere a nessuno.  -ciao Lau!- dissi tutta felice, forse avevo esagerato data la situazione.
Io e Gio ci sedemmo davanti alla scrivania col tablet per parlare con Laura. Mi stavano mettendo paura.
-com'è andata ieri la serata? Vedo che sei molto felice.- mi domandò lei. Stavolta però la sua voce era contenta, evidentemente non voleva che svanisse la mia felicità.
-devo aver paura oppure vi posso raccontare?- chiesi.. non sapevo se mi sarebbero venuti contro dopo che avevo rivelato tutto.  Finalmente risero ed io mi tranquillizzai.
-tranquilla, non ti sbraniamo!- mi disse Giovanni abbracciandomi.
-una mezza idea già ce la siamo fatta, visto che hai i capelli bagnati, sorriso perenne...- iniziò Laura
-felicità contagiosa, odore nuovo addosso e prima appena sono arrivato a casa tu e lui siete scappati in camera.- finì Giovanni.
-raccontaci della serata, siamo tuoi fratelli!- continuò lei.
-e va bene.. siamo andati al Colosseo, abbiamo mangiato in quel ristorante lì davanti, abbiamo camminato un pò, ci siamo baciati nel punto esatto dove c'eravamo baciati la prima volta e..-
-ee... avete voluto concludere la serata in bellezza-
-zitto Gio fammi sentire.- disse Laura zittendolo.
-dicevo.. in quel momento ho deciso di fargli una sorpresa a lui, siamo andati in un albergo poco distante e vabbè...- dissi sorridendo.  Era piacevole ricordare ogni istante di ieri sera.
-oh wow!- esclamò lei.  -oddio, forse siete stati un pò frettolosi ma vabbè, se eravate pronti!-
-avete usato le precauzioni, vero?- chiese preoccupato lui.
-si Gio, non siamo così scemi.-
-ma anche oggi pomeriggio...?- continuò
-...si.- dissi imbarazzata. -possiamo finirla con l'interrogatorio ora? Vi pregoo!-
-d'accordo sei libera. Io devo andare in palestra, bacio sorelline!- ci disse Giovanni prendendo la borsa, pronto per andare.  Noi ricambiammo il saluto.  Le domande non erano finite, ma non mi preoccupai più di tanto.  Con mia sorella era tutto più semplice.
-hai voglia di raccontarmi qualcosa in più oppure sono cose vostre? Se è così, rispetto pienamente la tua decisione.-
-okay, a te posso dirtele. Mi imbarazzava un pò Giovanni prima, per questo non sono scesa nei particolari.-
-ah, capisco. Oggi dove siete andati?-
-a casa sua. Era vuota, lui ha messo "Incancellabile" ed io non ho resistito.  Devo iniziare a controllarmi.-
-poi a te se ti mettono Pausini perdi la testa! Si, dovresti iniziare a controllare i tuoi ormoni impazziti da ieri.  Non tutti i giorni potrete farlo.  Non che qualcuno ve lo vieti, sia chiaro, ma dovete controllarvi un pò.  Quando ti è piaciuto di più, ieri o oggi?-
Mia sorella stava scendendo nei dettagli piano piano, ma fortunatamente me ne accorgevo e quindi cercavo di non farmi uscire troppe cose dalla bocca.
-entrambi, sono state due giornate speciali tutte e due. Certamente erano due atmosfere diverse...-
-va bene, dai, sono contenta per te.  Devo andare adesso.  Ci risentiamo, un bacio.-
-ciao sorellona!- dissi e finalmente chiudemmo. Avevo voglia di stare con Francesco di nuovo, anche solo di stargli vicino.  Poi mi venne un'idea. Già da tempo volevo andare a vedere un concerto di Laura Pausini, volendo potevo prenotare i biglietti a Barcellona e magari andarci con lui e rimanere qualche giorno da soli. Come idea non era male. Tanti minorenni fanno viaggi da soli, dovevo solo farmi fare delle deleghe da mia madre.  Alzai la cornetta e digitai il numero di casa di Francesco.  Al secondo squillo mi rispose la madre.
-pronto?-
-buonasera Maria, sono Claudia. Può passarmi Francesco?-
-ohh ciao Claudia!! Certo che te lo passo!!-  lei mi adora, anche se io non ho mai fatto niente di speciale.  Forse per il figlio si, ma non per lei.  Sentii che diceva a Francesco di rispondere al telefono in camera sua perchè c'era una sorpresa.
-eccolo che risponde. Ciao!- disse la madre attaccando.
-ciao amore.- sentii dire. Mi sentii invadere dalla felicità.
-e tu che ne sapevi che ero io?- chiesi ridendo.
-una sorpresa... e chi poteva essere se non tu? Già mi manchi..-disse.
-anche tu mi manchi.. senti, ho una proposta da farti.  Io e te una settimana a Barcellona, che ne pensi?-
-Barcellona? Io e te soli?-
-esatto!- esclamai
-che ne penso? Che è un'idea fantastica! Come ti è venuta in mente l'idea?-
-pensando al fatto che mi manchi, ad un albergo, ad una città ed un concerto della Pausini.-
-'azzo che mix!- scherzò. -dobbiamo organizzarlo bene, voglio andarci!-
-molto bene!! Ne dobbiamo parlare con calma però.- dissi io. -adesso a casa non c'è nessuno, ma immagino che tu non possa muoverti.-
-infatti.  Domani?-
-forse... domani sera con la band suoniamo al Versus. Non sò se dobbiamo fare le prove.-
-vabbè dai, tranquilla, avremmo modo di parlarne. Devo andare adesso.  Ti amo.-
-ti amo anch'io. Un bacio.-. 
Appena smisi di parlare con Francesco vidi le e-mail che avevo ricevuto.  Marco, il chitarrista della band, ci aveva inviato la lista di canzoni che dovevamo cantare la sera del giorno dopo. Il tema era "amore".  "Che titolo azzeccato alla situazione" pensai. Le prove erano alle cinque e mezza di pomeriggio a casa sua.
L'altra e-mail era il volantino ufficiale delle gare regionali di pattinaggio artistico, tra i venti partecipanti c'era anche il mio nome. Era il sabato successivo.
Simone e Silvia non erano online ne su facebook ne su skype, quindi mi sdraiai a pancia sotto sul mio letto e mi rilassai un pò. 
Sentii il suo odore.  Era rimasto li dal pomeriggio, abbracciai il cuscino, come se stessi abbracciando lui. Misi un pochino di musica, così potei rilassarmi davvero
Quando arrivò mamma mangiammo la lasagna avanzata dal pranzo, parlammo un pò di ieri sera, ma non le dissi niente del dopocena.
Quando andai a dormire di nuovo sognai la serata del nostro 'anniversario' e il giorno dopo, la nostra felicità, il desiderio.
Mi aspettava una giornata pesante, non sapevo nemmeno se avrei avuto il tempo di stare un pò con lui.

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