mercoledì 25 luglio 2012

Chapter 7. #New.

-Buonasera signora Carla.  É pronta Claudia? Mi sono permesso di organizzare una piccola cenetta per festeggiare il secondo anno che stiamo insieme.- disse Francesco cordialmente, io presi lo spolverino, salutai Giovanni ed uscii dalla cameretta.
-si é pronta. Eccola.- disse mamma, facendomi passare.  Vidi gli occhi di lui scintillare dalla contentezza e dallo stupore.
-Ciao.- dissi sorridendo.
-ciao!- disse lui. -andiamo?-
-certo!- Salutai mamma e uscimmo, sotto casa ci aspettava un taxi. Poco prima di uscire dal portone mi prese per la vita e mi guardò.  -sei bellissima.- disse.  Arrossii e lui mi baciò.  Lui anche era molto bello.  Gli occhi verdi erano illuminati da una luce che sapevo accendere solo io, aveva una giacca con dei jeans ed una camicia, era elegante anche così.  Mi continuavo a chiedere se io non avessi esagerato. Ma sembrava di no.
-dove si va?- gli chiesi, curiosa.
-sorpresa..- disse stizzandomi l'occhio.  Sorrisi. Entrati nel taxi mi attappò le orecchie con le sue mani morbide e disse la destinazione all'autista.  Non avevo sentito assolutamente niente, non capivo dove mi voleva portare.  Più volte sentii il suo sguardo felice puntato addosso, e anch'io gli lanciavo delle occhiate.
Verso le otto meno venti arrivammo a destinazione.
-il colosseo?- chiesi io stupita. Era lì che ci eravamo dati il primo bacio, e dopo due anni mi aveva riportato nello stesso posto. Che meraviglia!
Pagammo il taxi, lui scese per primo e poi fece scendere anche me e mi abbracciò.
-beh, é iniziato tutto da qui, ricordi? Il colosseo ci ha fatti innamorare.- disse.
Io intanto lanciavo occhiate furtive alle mie scarpe. I tacchi non dovevo metterli per camminare sui sanpietrini!  Francesco indovinò subito: -non preoccuparti, non cammineremo molto. Dobbiamo solo arrivare a quel ristorante.-  disse indicandomi The Colosseum, che era a due passi da noi.  Quello che mi preoccupava era salire la scala.  Da lì c'era una vista meravigliosa del Colosseo e dei fori imperiali. Non vedevo l'ora di andarci.  Ma prima...
-vieni qui, piuttosto.- dissi avvicinando la sua bocca alla mia.  Il bacio più appassionante che mi abbia mai dato, eccolo.
-oh beh, la serata promette bene!- disse lui dolcemente. Poi mi osservò da capo a piedi sorridendo.
-che c'é?!- gli chiesi ridendo.  Mi mangiava con gli occhi da quando ero uscita da casa.
-ehm niente, però più ti guardo e più penso a quanto sono fortunato ad averti.  Sei strepitosa oggi, quel vestito ti sta a meraviglia, per non parlare dei tacchi e poi i tuoi occhi... oggi hanno qualcosa di speciale.- disse.  Arrossii a tutti quei complimenti.
-beh devo dire che anche tu oggi sei molto bello. Sei elegante anche con un paio di jeans, cosa che non è da tutti e sono orgogliosa di esser riuscita ad accendere quella luce speciale nei tuoi occhi verdi, quella che solo io conosco (almeno credo).-
-luce negli occhi? Ah si, quella solo una persona riesce ad accendermela e il caso vuole che questa persona in questo momento sia
davanti a me, mi tiene per mano e mi sopporta da ben due anni.- disse, mantenendo il suo sorriso stupendo.  -bene, andiamo a mangiare.- disse.
Aveva prenotato un tavolo proprio davanti al Colosseo che adesso si iniziava ad illuminare grazie alle luci.  Era bellissimo. Anche Francesco era bellissimo.  Lo continuavo a guardare, mi perdevo nei suoi grandi occhi verdi, guardavo il suo sorriso perfetto, i capelli castani chiari.  Provavo ad immaginare come sarebbe stato il resto se il suo viso era così.
-Silvia ha trovato l'abito perfetto anche stavolta.- disse.
-ah, si, diciamo che se non mi avesse aiutato lei io non avrei saputo cosa mettermi.  Pensare che era una mia creazione, non ricordavo nemmeno di averlo fatto uno schizzo del genere...-. Quando ero alla cassa della boutique Silvia aveva tirato fuori un foglio di carta, era un disegno.  Riconobbi che era il mio grazie alla firma e l'email del mittente.  Glielo avevo mandato un anno fa, loro avevano messo a punto il progetto.  Ed ecco che quando è uscita la storia dell'anniversario Silvia ha voluto ripropormi il mio abito, certa che l'avrei scelto.  "Un sogno diventato realtà" mi aveva detto.  Ed era vero. 
-davvero l'hai disegnato tu questo vestito?- mi chiese stupito.
-a quanto pare si.  É uno dei miei primi schizzi, ed ecco qui che ora lo indosso.-
-è fantastico come la sua creatrice, e si adatta completamente alle tue forme.- esclamò.  Capì che si era fatto sfuggire una parola di troppo e rise imbarazzato.  Io arrossii e ridei.
-e menomale che ti avevo detto 'mettiti un vestito se puoi'.-
-si ma poi hai specificato che oggi erano due anni, e da lì ho capito che il vestito era d'obbligo.-
-giusto. Ricordi quando ci siamo incontrati la prima volta? Era l'estate in cui tu dovevi andare in terza media ed io in primo superiore.-.  Riaffiorarono alla mente tanti ricordi, prima l'amicizia, poi mano a mano ci siamo affezionati ed è sbocciato l'amore.
-oh, come potrei non ricordarlo! Mia cugina quel giorno ci ha presentati, abbiamo iniziato ad uscire prima con gli amici che avevamo in comune e poi da soli... e poi quel giorno che mi avevi invitato a fare un giro al centro ci siamo fermati proprio in quel punto lì- dissi indicando un muretto che costeggiava il colosseo -ci siamo guardati negli occhi, tu mi hai preso il volto fra le mani e mi hai baciata, esitatante.-
Ricordavo ogni minimo istante di quella serata.
-e quando poi io mi sono ritratto per vedere la tua reazione, tu mi hai gettato le braccia al collo e mi hai dato un lungo bacio.  Anch'io non ho dimenticato niente di quella serata.- mi rispose. Già, era impressa nelle nostre menti.
Cenammo, ridemmo molto, gli dissi del pranzo e della dolce attesa di Laura.  Parlammo di varie cose.  Poi lui pagò il conto ed uscimmo fuori. Percorrendo la scalinata iniziò a parlare. -spero che la serata sia stata di suo gradimento signorina.  Ora cosa desidera fare prendere un taxi per tornare a casa o gironzolare un pò?-
-casa? Neanche morta.- dissi. Lo presi per un braccio e lo trascinai davanti al nostro muretto.  -la serata non è ancora terminata se non sbaglio... - dissi.  Ormai aveva capito.  Non mi riferivo solo al bacio, lo desideravo, come lui desiderava me.  Sedici anni.  Non era troppo presto. Ero pronta, almeno credo.  L'avevo fatto aspettare fin troppo. 
Gli buttai le braccia al collo e lui prese il mio volto fra le mani. Ci fu un altro di quei baci capaci di farmi girare la testa.
-oh, wow.- dissi sorreggendomi a lui.
-va meglio?- chiese guardandomi preoccupato.
-sisi, tranquillo.  Dovresti essere felice che i tuoi baci mi facciano quest'effetto.-. Sorrise ed io ripensai alle parole che mi erano appena uscite di bocca... se un bacio mi faceva svenire cosa sarebbe successo dopo?
La risposta arrivò presto, in un albergo lì vicino.  Lì ho passato l'ora più bella della mia vita. Il suo corpo era a contatto col mio, le nostre mani intrecciate, il suo respiro caldo sulla pelle.. non potevo desiderare di meglio.
Rincasammo alle due, dopo esserci fatti una doccia e sistemati un pò. Avevo il suo odore dappertutto, era una sensazione fantastica. 
Mi fece scendere dal taxi, lasciai venticinque euro al tassista, mi prese per mano e mi accompagnò al portone del palazzo.
-grazie per la magnifica serata.- dissi.  Eravamo felicissimi.
-questa è stata la più bella della mia vita.- rispose.
-tu non sai quanto desideravo che arrivasse.-. Lo baciai di nuovo, non potevo farne a meno. -bene, è ora di salutarci. Vieni a scuola domani?- gli chiesi
-scuola? Non lo sò, penso di si. Tu?-
-dovrei andarci ma se vedo che non riesco ad alzarmi dal letto io rimango a dormire.- dissi felice.
-idem.  Ti mando un messaggio.-
Ci abbracciammo, mi diede un altro lungo bacio.
-ti amo.- mi sussurrò all'orecchio.  Era la seconda volta che lo sentivo dire in due anni che stavamo insieme.  E tutte e due le volte me l'aveva detto in quel giorno. La prima in albergo.  Wow.
-ti amo anch'io.- gli risposi.
Si allontanò di malavoglia ed entrò nel taxi salutandomi con la mano.  Io aspettai che si allontanasse, poi presi le chiavi, aprii il portone, mi tolsi le scaarpe e salii piano piano le scale aprendo la porta di casa.  Naturalmente dormivano tutti, però Giovanni mi sentì entrare in camera e mezzo addormentato disse: -com'è andata la serata?-
-oh fratellone, fantastica!- sussurrai.
-domani mi racconti tutto.- disse, dopo due secondi già russava di nuovo.  Io presi il pigiama, intimo nuovo ed andai a cambiarmi in bagno, ripensando alla magnifica serata che avevamo passato.  Non mi ero pentita di quel che avevamo fatto, la prima volta era proprio come l'avevo sognata.

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