mercoledì 25 luglio 2012

Chapter 4. #New.

Dei penfriend non se ne parlò più per oltre una settimana, quasi me ne ero dimenticata.  Ma poi mentre stavamo facendo shopping, Silvia mi disse: -sai ho fatto richiesta per un penfriend.-
L'avevo convinta in qualche modo a compilare il foglio. In quel momento mi ricordai del modulo che anch'io avevo, ma che non ricordavo dove l'avevo messo.
-davvero?!- le chiesi stupita.
-già.-
-tu non eri quella che non aveva bisogno di amici all'estero o di parlare un'altra lingua?- le dissi.
-c'ho ripensato. Capita.  Ho chiesto un ragazzo che sia madrelingua inglese, non ho messo nessuna preferenza di paese o stato. Basta che abbia la mia età e sia un ragazzo!- disse entusiasta della sua scelta.  Sorrisi alla sua reazione.  -e tu? Hai fatto richiesta per quello spagnolo?- mi chiese, diventando seria. 
-in realtà... me ne ero totalmente dimenticata.- dissi arrossendo.
-come dimenticata!? Mi assilli dalla mattina alla sera che tu prima o poi ti troverai casa in Spagna e andrai a vivere lì e adesso che hai l'occasione di fare amicizie per non andare a vivere in un paese di sconosciuti tu te ne dimentichi? Clà sei una cosa incredibile.-  disse, quasi rimproverandomi.
-lo compilerò, ho deciso. Devo solo ritrovarlo, non ricordo in che libro l'ho messo...-. Ormai mi ero decisa davvero di fare richiesta.  In fondo cosa c'é di male nel provar a realizzare i propri desideri?

***
La sera, tornata a casa mi precipitai nella mia stanza.  Posai le buste con gli acquisti fatti nel pomeriggio per terra e mi buttai sul letto.
-stanca sorellina?- mi chiese Giovanni guardandomi. 
-un pò.-.  Scesi dal letto e tirai fuori dai sacchetti il vestito nero senza spalline con la scollatura a cuore che avevo trovato sottocosto, matita marrone e mascara che mi erano finiti.  Mamma entrò in camera salutandomi e guardò subito il vestito: -Carino!  Dove ci vai però?-
-per adesso da nessuna parte, però se capita un'occasione ce l'ho.- dissi.
Intanto guardai la mia parte della scrivania, dove c'erano alcuni fogli impilati, un libro, il mio piccolo portatile azzurro chiuso.  Su di esso era attaccato un post-it.  C'era scritto che mio padre e Simone, il mio migliore amico mi avevano chiamato, e che Laura (mia sorella) aveva invitato me e mio fratello a pranzo il giorno seguente dopo scuola.
-Simone ha detto che puoi richiamarlo su Skype, stessa cosa Laura.  Papà ha solo chiesto dov'eri.- mi chiarì Giovanni.
-mmm... ok.- dissi, guardando il mio telefonino poggiato sulla scrivania. Anche li c'erano chiamate perse.  Me l'ero dimenticato quando ero uscita con Silvia.  Vidi mio fratello prepararsi per uscire.
-esci?- gli chiesi.
-oui.  Vado a mangiare la pizza con Michela. Per mezzanotte sto a casa.- disse.  Michela é la sua ragazza da 3 anni, stanno molto bene insieme.
-ok, allora divertitevi!- gli dissi.   Mi fece l'occhiolino in risposta.
Intanto andai a preparare lo zaino, presi i libri che mi servivano e mi caddero dei fogli a terra. Chiusi lo zaino ed andai a raccoglierli. Erano proprio quelli che cercavo: Penfriend Requests.  Li presi e li misi vicino al computer, l'avrei compilati il prima possibile e mandati per fax all'agenzia. 
Intanto accesi il computer e videochiamai su skype mia sorella. Dopo tre squilli mi rispose.
-ei!- disse lei
-ciao! Tutto bene?- le chiesi
-sisi tutto a posto. Tu dov'eri girandolona? Ho chiamato prima ma Gio mi ha detto che eri a fare shopping.-
-già. Ho dimenticato il telefono a casa, scusami.-
-allora domani pranzo io, te e Gio, ci stai?-
-mmm.... fammi controllare la mia agenda..- scherzai: -si, sono disponibilissimissima domani a pranzare con i miei fratelloni!  Dimmi dove ci vediamo.- 
Mi sorrise, poi disse: -vi passo a prendere a scuola domani. Tanto la riconoscete la macchina. Poi decidiamo dove andare insieme.- disse.  Lei ha 28 anni, e come ho già detto é nata da un precedente matrimonio di mio padre. Vive con suo marito verso Roma sud (noi stiamo a nord), ma ci sentiamo spesso, il nostro rapporto é stupendo!
-ok, d'accordo. A domani allora!- dissi.  Ci salutammo e chiudei la chat, aprendo intanto quella con Simone. Si era dovuto trasferire l'anno scorso a Milano perché suo padre aveva ottenuto lavoro lì, eravamo cresciuti insieme, i suoi genitori sono amici d'infanzia dei miei.  Ogni tanto riusciamo ad organizzarci e a vederci, ma intanto ci sentiamo per telefono o per chat e ci raccontiamo tutto ciò che succede, i gossip e le varie cose.
Lui al primo squillo rispose.
-ei ciao migliore amica!- disse tutto felice.
-ciao Simo! Tutto bene lì al nord?-
-oui oui, da te? Novità?-
Mentre mi raccontava cosa aveva fatto nella settimana io presi il modulo con una penna ed iniziai a compilarlo.
-che scrivi?- chiese lui, incuriosito.
-mah, niente, forse questa é la volta buona per andarmene in Spagna, definitivamente...- dissi, rimanendo sul vago e osservando la sua reazione.  Lui anche sapeva del mio sogno nel cassetto ma non voleva accettare l'idea che io un giorno andassi a vivere lontano da lui,  lontano da tutti.  Sbiancò.
-c-che?  Spagna? Definitivamente? Quando? Spero stai scherzando.- disse.  Era nel panico totale.
-no Simo, non scherzo. La professoressa di spagnolo ci ha dato dei moduli per ricercare dei penfriend, in modo da fare amicizia, imparare bene la lingua e magari conoscere anche posti nuovi.  Si può decidere fra diversi stati, diverse lingue...  io scelgo lo spagnolo, richiedo una ragazza della mia età,magari diventiamo amiche e mi fa conoscere altra gente..- dissi.
-e tu ti fidi degli estranei, vero?- disse lui arrabbiato.  É vero, all'apparenza era da incoscienti.  Ma l'agenzia é conosciuta in giro, tutti i commenti sono positivi, e poi col penfriend uno ci fa amicizia mano a mano, quindi alla fine non é più un estraneo, diventa un amico.
-dopo un pò diventerà un'amica, solo all'inizio sarà un'estranea.  E poi diciamocelo che non é questo che ti turba.  Ti dà fastidio il fatto che io abbia un desiderio, da sempre, che sono indignata a realizzarlo.  E che mano a mano non é più uno di quei sogni irraggiungibili, anzi sta arrivando anche in fretta.- lo guardai negli occhi: -lo sò che pensi che é da incoscienti abbandonare tutto e tutti e rifarsi una vita da un'altra parte, ma sei mio amico, anzi miglior amico, dovresti essere contento per me.  Avere degli amici lì sarebbe il primo passo per far avverare il mio sogno.-
Stettimo in silenzio per un pò, poi lui parlò: -io ti capisco Clà.  Anch'io ho dei sogni e sono contento di poter far in modo che essi si realizzino. Ma il tuo, il tuo sarà realizzabile, tu sarai soddisfatta, ma sembra che a noi proprio non ci pensi.  A quello che ti lasceresti alle spalle, ai cuori infranti..- disse.  Non lo seguivo più. Era come se io da un momento all'altro stessi per partire. Questi discorsi non avrebbe dovuto farmeli ora.
-senti, io non sto partendo.  Sto solo facendo amicizia.  Abbandoniamo il discorso, parliamo di qualcos'altro.- lo implorai.  Fu felice della mia richiesta.  Gli feci vedere il vestito che avevo comprato, gli piacque molto.  Verso le dieci chiudemmo la conversazione, chiusi tutte le finestre che c'erano aperte sul desktop e mi misi finalmente a compilare il modulo.  Misi il mio nome e cognome, l'anno di nascita, la scuola che frequentavo e dove e poi scelsi le modalità per scrivermi con la penfriend:email e chat.  Questa era solo la fase iniziale. Quando avremmo fatto amicizia magari le avrei dato anche l'indirizzo per scriverci lettere.
Poi selezionai la mia lingua e la lingua che doveva parlare il partner, sul paese di provenienza non misi nessuna preferenza.  E poi il mio livello di apprendimento della lingua.  La professoressa mi aveva detto che riuscivo a parlarlo e a scriverlo molto bene, e che anche il mio lessico era ampio.
Infine misi il mio indirizzo e-mail e la mia firma.  Lo guardai per vedere se avevo fatto errori.  Poi lo passai nel fax e misi il numero dell'agenzia.  Dopo una decina di minuti mi arrivò l'email di conferma ricezione modulo.  Adesso restava solo che aspettare.

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