martedì 12 giugno 2012

Twilight, Edward version. Capitolo 12.

FgCapitolo 12: Blood.
Mentre sonnecchiavo un po' nella mia macchina e ascoltavo distrattamente un cd, ripensai al pranzo appena passato in compagnia di Bella. 
Ero stranamente a mio agio, anche lei sembrava esserlo, anche se un po' impacciato.  Ma me la sono cavata, questo e' l'importante.  Oddio, a volte Bella chiedeva o diceva cose assurde (ma vere) a cui io non potevo dar risposta, ma anche i miei fratelli che dicevano o pensavano rimproveri o cose del genere non e' che mi hanno aiutato molto.  A forza di starli a sentire e a vedere le immagini nei loro pensieri mi distraevo.  Almeno mi hanno dato qualche dritta sul "come cavarsela con una ragazza".  Alice ed Emmett mi avranno pure fatto innervosire ma io non sarei mai capace di arrabbiarmi con loro due, sono quei fratelli a cui tengo in modo speciale, con i quali ho condiviso emozioni, fatto cazzate ed imparato ad accettare la mia natura.  Siamo cresciuti insieme.
Anche con Jasper e Rosalie ho dei bei rapporti, ma non forti tanto quanto quelli con Alice e Emmett.
Jasper con la sua potenzialita'  sa' sempre come trattarmi, se e' il momento giusto per scherzare oppure di lasciarmi perdere e mi aiuta molto a controllare da solo le emozioni. Un bravissimo maestro.
Rosalie... e' strana, lunatica, quello che vuoi... ma mi fa ragionare, anche se a volte non serve la ragione lei ci prova sempre a farmi usare la testa.  Dice che io la evito proprio per questo, perche' mi fa ragionare ma non e' assolutamente vero. Io valuto la situazione: se vedo che sono io quello che sta facendo cazzate ci ragiono un attimo e a malincuore le do' ragione, se invece vedo che e' lei che si e' impuntata su qualcosa quando invece ha torto allora la lascio perdere, la ignoro.
Ad un certo punto mi svegliai da quel sonno, se si puo' definire cosi', stoppai la musica e mi concentrai sulle voci ed i pensieri provenienti dall'aula di biologia.  Io in verita' volevo sentire una sola voce che purtroppo, nonostante fossi molto concentrato non riuscivo ad udire.  Provai a vedere anche nelle menti degli altri se ce ne fosse traccia.  Nada. Tutti si lamentavano o scherzavano sul fatto che il professor Banner passava per i banchi a pungergli le dita per far uscire un pochino di sangue per compiere l'esperimento, dovevano capire a che gruppo sanguigno appartenessero.  Pensai all'odore che c'era dentro quella stanza, mi venne l'acquolina in bocca. Ricacciai subito quel pensiero macabro e sperai che Jasper fosse abbastanza lontano da quell'aula da non percepirne nemmeno l'odore.
Mi colsero di sorpresa dei pensieri e poi delle voci molto familiari che pero' erano piu' vicine a me.
Mike e Bella.  Perche' non erano a lezione?
Lo capii poco dopo, infatti Bella era uno straccio, l'odore o la visione del sangue le aveva causato un violento svenimento.  Mi stupivano comunque i pensieri di Newton, stava godendo di stare accanto a Bella in quel momento e che non ci fossi io in mezzo ai piedi.  Decisi allora di andargli incontro,  sia per vedere com'era messa lei, sia per far ingelosire lui.
-posso sedermi un attimo? Ah, non ti azzardare a tirar fuori la mano dalla tasca.- le disse lei.  Riuscivo a vederli, mi stavo avvicinando a grandi passi, lei era pallidissima, lui era spaventato.  Si era raccomandata con Mike di non tirare fuori il suo dito dalla tasca, cio' significava che se avesse visto altro sangue sarebbe svenuta. Meglio se non tirava fuori quel dito, sarebbe sopravvissuto.  Ormai non gliene usciva quasi piu', ma comunque per me continuava ad essere una gran tentazione, anche se stiamo parlando del sangue di Mike Newton, il che e' tutto dire.
-Wow Bella, sei verde!- disse lui con un po' di ironia ma gli si leggeva in faccia che era preoccupato.
Ormai ero vicino abbastanza da farmi sentire, quindi la chiamai: -Bella?-.  Newton inizio' a lanciarmi imprecazioni col pensiero, alternandole a frasi del tipo "che tempismo!". Lo ignorai. -cos'e' successo, si e' fatta male?- gli chiesi facendo un po' il vago.
Lei aveva gli occhi chiusi, o almeno provava a tenerceli con tutte le sue forze. Non capivo se era un modo per alleviare la nausea oppure un modo per ignorarmi.
-Penso sia svenuta, non so' che e' successo, non si e' nemmeno punta il dito.- mi rispose Mike teso.  In quel momento iniziai a pensare cosa sarebbe successo se invece oltre agli svenimenti si fosse punta anche il dito... il suo sangue, il suo odore... mi avrebbero fatto impazzire.  Scacciai quel pensiero e mi accovacciai vicino alla panca dov'era seduta e la chiamai di nuovo, con un tono un po' piu' calmo. -Bella, mi senti?-
-No, vattene.- disse.  Mi venne da ridere.
-La stavo portando dall'infermiera ma e' voluta rimanere qui.- disse Mike.  Cocciuta la ragazza...
-va bene, ce la porto io.- dissi con un sorrisetto malizioso: -tu vai pure in classe.-.   Lo avevo detto non solo per fare un dispetto a Mike ma anche per accertarmi che stesse bene.  Volevo tenerla fra le mie braccia, osservarla un altro po', combattere contro il forte desiderio di azzannarla, proteggerla.  Anche se in realta' la persona in questo momento piu' adatta per proteggerla era Mike, se non sarei stato in grado di controllarmi almeno lui avrebbe provato a metterla al sicuro.  Anche se prima o poi l'avrei raggiunta. 
La presi in braccio, attento a non farle toccare il mio petto ghiacciato (anche se in quel momento qualcosa di freddo le avrebbe fatto solo che bene) e iniziai ad incamminarmi verso l'infermeria.
-sta' fermo, e' compito mio portarcela!- mi urlo' contro Mike, gia' lontano da noi.  "Vai al diavolo." penso'.  "Anche tu" pensai in risposta. Risi un attimo e tornai subito a fissare la cosa che portavo fra le braccia.  Il suo forte odore di lavanda mi pervase, la gola mi bruciava.  Mi calmai un attimo e il fuoco parve spegnersi un po'.
Lei intanto continuava a dirmi: -mettimi giù!- ma quando capì che io non l'avrei lasciata andare allora si calmò. Era verde davvero. Camminavo a passo svelto, in modo da farla sdraiare il prima possibile.
-Sei conciata proprio male.- le dissi.
-Per Favore Edward Rimettimi Sul Marciapiede!- disse scandendo bene le parole, come se stesse parlando con un ritardato.  -No.- le risposi sorridendo.  -Quindi, se ho capito bene la vista del sangue ti fa perdere i sensi...- dissi abbozzando un sorriso. Pensa un pò, a me la vista del sangue mi fa eccitare!
Non mi rispose. -...e pensare che nemmeno era il tuo!- continuai.  Oh beh, se fosse stato il suo l'avrei percepito eccome!
Lei mi fissava, non capiva cosa c'era da ridere in tutto questo. "Eh Bella, se solo tu sapessi chi hai accanto..." pensai.
Arrivammo presto in infermeria. Vedendoci, la signorina Cope esclamò -Oh cielo! Cos'è successo?- e ci spalancò la porta per farci passare.
-è svenuta durante la lezione di biologia.- dissi calmo.  La feci sdraiare sul lettino dell'infermeria ed entrò l'infermiera.  -ha avuto un leggero mancamento.. viene dalla lezione sui gruppi sanguigni.- spiegai.
-succede spesso...- rispose lei.  -rimani sdraiata, starai meglio.  Ti capita spesso di svenire?- chiese a Bella.
-ogni tanto..- disse lei. Andiamo bene! E lei dovrebbe venir a sapere tutta la verità su di me? Soffocai una risata.
-Lei può anche tornare in classe.- disse acidamente l'infermiera.  Era infastidita dalla mia presenza e dalla mia risata di poco prima.
-No, devo rimanere con lei.- dissi con fermezza, in modo da metterla a tacere.  "che maleducato." pensò lei.
-Cara, vado a prendere un pò di ghiaccio da metterti sulla fronte.- disse e uscì a passo svelto dalla stanza.  Di nuovo soli. Stavolta però parlò.
-Avevi ragione.- mi disse.
-Come al solito... ma a che ti riferisci stavolta?- le chiesi, la sua affermazione poteva significare qualsiasi cosa.
-che saltare le lezioni fa davvero bene alla salute.- disse. Già. Io risparmiavo vite umane, lei evitava di sentirsi male.
-per qualche secondo mi hai messo davvero paura.- confessai. Quando l'avevo presa era pallidissima e dava l'aria di una che stesse per vomitare da un momento all'altro. -Pensavo che Newton stava per seppellire il tuo cadavere da qualche parte.-
-divertente.- rispose lei ironica.
-giuro che ho visto cadaveri con un colorito migliore. Pensavo dovessi vendicare la tua morte prima o poi...- le dissi.  Ma perchè non mi stavo zitto? Facevo più bella figura!
-povero Mike... sarà andato su tutte le furie- disse lei, ripensando a come gliel'avevo strappata dalle braccia.
-mi detesta con tutte le sue forze!- dissi io, quasi divertito.
-tu non lo puoi sapere.- mi disse lei, ma ad un tratto non parve più tanto convinta.
-la sua espressione era inconfondibile.- le dissi.
-ma... come hai fatto a vedermi? Pensavo avessi marinato la scuola..- mi chiese confusa. In effetti a mensa era quello che avevo lasciato intendere.
-ero in macchina, ascoltavo un cd.- le dissi, risposta normalissima per far mettere a tacere tutti i suoi sospetti.
Tornò l'infermiera con un impacco ghiacciato che adagiò sulla fronte di Bella.  -ecco qui. Mi pare che va meglio.- le disse.
-si.- le rispose timidamente.  Non fece in tempo a farla sdraiare di nuovo che si affacciò dalla porta la signorina Cope dicendo che c'era un altro superstite.  Lei saltò giù dalla branda con due secondi e restituì l'impacco all'infermiera dicendo che non ne aveva più bisogno.  In quel momento qualcosa mi colpì forte alla gola. Non era l'odore di Bella, anzi quello era niente a confronto.  Era sangue.
-Oh merda.- dissi -Bella, esci, torna in segreteria.- le dissi, affrettandomi a seguirla. Mi guardò sorpresa: -fidati, vai.- la incitai.   Dovevamo uscire immediatamente. Io, almeno.
Stranamente anche lei mi obbedii poco prima che Mike e Lee entrarono nella stanza. Si era sentita male per aver visto il suo sangue.
Schizzammo via dall'ambulatorio e ci accomodammo in segreteria.
-Wow, mi hai obbedito all'istante.- le dissi. Ero veramente sorpreso.
-Ho sentito odore di sangue.- mi disse.  Oh, anch'io. Ma come... aveva sentito l'odore?
-l'odore del sangue non si sente.- le dissi per mandarla fuoristrada.
-Oh, si, io si che lo sento.  Proprio per questo mi dà la nausea. Sà di ruggine e sale.- disse, provando a decifrare quell'odore.  Wow.  Anch'io percepivo la stessa cosa.  Solo che per me era dolce, era il mio cibo.  Per lei era una schifezza.  La fissai.
-che c'è?- mi disse, infastidita dal mio sguardo.
-niente.- mi affrettai a dire e guardai nella direzione della porta dell'infermeria, dalla quale pochi attimi dopo uscì Mike, squadrandoci.
-Sembra che ora tu stia meglio.- disse a Bella, pieno di odio nei miei confronti.
-basta che tu tenga la tua mano in tasca.- gli rispose Bella.
-Torni a lezione?- le chiese.  Che stupido.
-Sei matto? Farei subito dietrofront per tornare qui!- le rispose lei, dando vita ai miei pensieri.
-ah.. ok.- disse lui, lanciandomi un'occhiataccia.-allora alla fine ci verrai questo fine settimana alla spiaggia?-
Si, ho già detto che ci sarò.- gli rispose lei calma. Dove cavolo dovevano andare? E in quale spiaggia? Magari a La Push, dove ci sono i licantropi ed io naturalmente li non sarei stato il benvenuto
-Ok, allora appuntamento davanti al negozio di mio padre alle dieci. Ci vediamo dopo a ginnastica.- le disse.  Cercava di non farsi sfuggire troppi particolari. L'invito non era esteso anche a me.  Si, a La Push.  Bene, Bella se la dovrà cavare da sola questo weekend, ed io dovrò consultare il mio psicologo di famiglia, Jasper, per farmi aiutare a stare calmo.
-Si, ci vediamo..-disse lei, e poi dopo che se ne andò lui aggiunse -no... ginnastica!-
Si, in effetti non era in condizioni di andare a ginnastica. Mi venne in mente un'idea.
-Ci penso io.- dissi. Mi avvicinai al suo orecchio e le sussurrai: -siediti e impallidisci.-.  Era bravissima a farlo, le veniva benissimo.  E poi era ancora più facile visto che era ancora spossata dallo svenimento di poco prima.  Intanto io mi avvicinai alla signorina Cope.
-Mi scusi?  Senta, la prossima lezione di Bella è in palestra e io non credo che stia abbastanza bene per andarci. Anzi, penso sia più opportuno che la riaccompagni a casa. Potrebbe prepararle una giustificazione?- le chiesi gentilmente, lei guardò un attimo Bella e annuì.
-La preparo anche per te Edward?- mi chiese
-No, grazie, ho la professoressa Goff, per lei non dovrebbe essere un problema.- dissi.  L'avrei portata più in là, quella e' talmente tonta che nemmeno si accorgera' che non sono in classe. -Ok, allora e' tutto a posto, Bella come va?- chiese la Cope. Bella annui, io mi avvicinai a lei pronto a prenderla in braccio se sarebbe servito. -Riesci a camminare oppure preferisci che ti prenda ancora in braccio?- le chiesi. -cammino.-. Si alzo' di scatto, era un po' traballante ma aveva riacquisito colore. Le aprii cortesemente la porta per farla uscire e la vidi sorridere quando la pioggerella che era nell'aria le bagno' la faccia ancora sudata. Sembrava godersi l'umidita' per una volta. Anch'io stranamente ero contento. Starle vicino mi rendeva felice, ancor di piu' se lei aveva un sorrisone stampato in faccia. -grazie- mi disse, quasi spaventandomi: -vale la pena di ammalarsi per saltare ginnastica!- continuo' allegra. Io anche ero contento di non dover seguire la lezione di quella rincoglionita della Goff. Ne era valsa la pena. -quando vuoi!- le dissi facendole l'occhiolino: -e allora sei in partenza questo sabato?- Non rispose, sembrava speranzosa. -e.. dove andate di preciso?- dissi guardandola negli occhi. -a La Push, a First Beach- disse. Si, le si leggeva in faccia che voleva che anch'io mi unissi alla loro gita. Ma purtroppo io non ero il benvenuto in quella terra. Il patto stretto con i Quileute era sacro per noi, e noi Cullen ci siamo e continuiamo da sempre impegnati al rimanere sempre nei nostri confini, a non invadere il loro territorio. Non saro' io a rompere il patto, assolutamente no. Sorrisi a Bella, lanciandole un'occhiata di sottecchi. -non mi pare di essere stato invitato.- Lei sospiro': -ti sto invitando ora.- mi disse, confermando le mie teorie. Dovevo assolutamente trovare una scusa per evitare l'invito. -ehmm, penso che io e te non dovremmo andare oltre per questa settimana. Rischiamo di far saltare i nervi a Mike.- esclamai. -oh, gia'... povero Mike.- . Arrivammo al parcheggio e vidi Bella dirigersi da tutt'altra parte, non alla mia Volvo. Stava andando dal suo pick up, pensai pero' di trattenerla per il giubbotto, non era in condizione di guidare. -dove stai andando?- le chiesi, sempre trattenendola. Si giro' di scatto squadrandomi e fissando la mia mano che stringeva la sua giacca -a casa, ovviamente.- disse seccata. -Ma che non hai sentito? Ho promesso di riportarti a casa sana e salva, non puoi guidare in quelle condizioni.- le dissi indignato. -Ma quali condizioni? E il mio pick up?- ribatte' infastidita. -te lo faccio riportare da Alice dopo scuola.- . A quel punto iniziai a trascinarla delicatamente per il giubbotto fino alla mia macchina, mentre lei si dimenava e diceva 'mollami', la lasciai andare solo quando era davanti lo sportello, dove naturalmente inciampo', dicendomi -prepotente!-. Lo so', ma io mica posso lasciarti andare cosi'! -e' aperto.- dissi, indicando lo sportello. Intanto entrai in macchina, lei rimase fuori, appoggiata allo sportello, si stava inzuppando tutta. -sono perfettamente in grado di guidare fino a casa!- disse lei indignata. -Sali Bella, per favore.-. Non rispose. Rimase li immobile, guardando il suo pick up. Capii che stava calcolando le possibilita' di raggiungerlo, anche se era consapevole dell'impossibilita' della cosa: -Tanto ti riprendo.- le dissi. Finalmente si convinse ad entrare. Il suo odore pervase la mia macchina. Intanto maneggiavo le manopole del cruscotto, alzando il rlscaldamento e abbassando il volume della musica. Ad un tratto parve riconoscere la melodia. -Claire de la lune?- chiese stupita. -conosci Debussy?- le chiesi, altrettanto stupito. Di solito a quest'eta' non si ascolta musica classica. Io sono novantenne, e' diverso. -non bene. Mamma ascolta molta musica classica ed io riconosco solo i miei preferiti.- -oh, e' anche uno dei miei preferiti.- le dissi sorridendole. Quindi ci rilassammo un po' con quelle note dolci di sottofondo, persi fra i nostri pensieri. Fui io ad interrompere quel silenzio. -com'e' tua madre?-. Dissi guardandola con curiosita'. Parve confusa. -Mi somiglia molto, ma e' molto piu' carina.- ne dubito fortemente Bella, pensai: -io ho troppo in comune con mio padre. Lei e' piu' estroversa e piu' coraggiosa. Ed e' anche molto irresponsabile ed eccentrica, ed un'imprevedibile cuoca. Ed e' la mia migliore amica.- si fermo' di colpo. Io intanto provavo ad immaginarmi Renee. -quanti anni hai, Bella?- dissi, abbattuto. Spensi la macchina, ormai eravamo arrivati a casa sua. -diciassette.- disse confusa. -non li dimostri.- in effetti sembrava una quindicenne. Rise. Mi prese contropiede quella risata improvvisa. -che c'e'?- le chiesi curioso. -Niente, e' che mia madre dice sempre che di cervello ho piu' anni di quel che ho nella realta'. Quando sono nata ne avevo gia' trentacinque, adesso saro' alla mezza eta'!- disse. Si, era piu' intelligente rispetto a quelli della sua eta', concordo pienamente con Renee. -neanche tu hai l'aria di uno del terzo anno- disse. Non capivo se era in senso buono o cattivo, quindi cambiai discorso. -come mai tua madre si e' sposata con Phil?-. Stavo diventando sempre più invadente, ma ero troppo curioso ed era cosi' bello sentirla parlare! -Mia madre si sente piu' giovane della sua eta'. Phil la fa sentire ancora piu' giovane e poi e' pazza di lui!- -e tu approvi?- le chiesi. Volendo lui poteva essere da fidanzato a Bella. -ehmm..a me basta vederla felice.- -pensi che si comporterebbe allo stesso modo con te?- -penso di si.. dove vuoi arrivare?- chiese, non capendoci piu' niente. -quindi niente ragazzi spaventosi.- volevo vedere se davvero potevo essere il ragazzo ideale per lei. -in che senso spaventosi? Con piercing o tatuaggi?- -anche quelli... pensi che io potrei essere spaventoso?- le chiesi, curioso della sua risposta. -mmm... penso che potresti esserlo se lo volessi...- -in questo momento hai paura di me?- ecco la domanda piu' difficile. Speriamo bene. -no.- disse decisa. Sorrisi sollevato. Non le facevo paura, nonostante tutto. -raccontami qualcosa tu della tua famiglia ora.- disse. Merda, alcune cose non dovevano uscire assolutamente. -Cosa vuoi sapere?- chiesi freddo. -è vero che i Cullen ti hanno adottato? Cos'è successo ai tuoi genitori?- -Si mi hanno adottato, i miei sono morti parecchi anni fa. Non ricordo granchè di loro. Considero Esme e Carlisle i miei genitori.-. In verita' io mia madre la ricordavo benissimo. Quanto mi manca... -oh, mi dispiace.- disse lei -e i tuoi fratelli?- Eh no, quante cose vuoi sapere Bella. Decisi di sviarla. Lanciai un'occhiata all'orologio del cruscotto: -oh, i miei fratelli, oltre Jasper e Rosalie penso che si arrabbieranno molto se non li vado a prendere.- dissi. Che tempismo! -oops, scusa se ti ho trattenuto, sei in ritardo...- disse. Non voleva scendere e nemmeno io volevo che lo facesse. -e sicuramente vorrai indietro il tuo pick up prima che l'ispettore torni a casa e che dovrai dargli delle spiegazioni sulla lezione di biologia...- -gia'.- mi porse le chiavi. Le avrei date subito ad Alice, non volevo metterla nei guai o in imbarazzo. -allora divertiti alla spiaggia questo sabato. Vado in campeggio con i miei questo fine settimana.- dissi. -ah, quindi non ci vediamo...- disse cupa. Come la capivo... -allora buon divertimento!- mi disse. La ringraziai. -ah un'altra cosa- dissi, bloccandola prima che uscisse: -per favore non metterti nei guai questo weekend.. mi sembri il classico tipo che attira gli incidenti come una calamita.. per favore, sta attenta, fallo per me.- la implorai. Che palle non poterla seguire! -ci proverò- disse, uscì facendo la finta arrabbiata e sbatté la portiera forte, tanto che scoppiammo in una risata tutti e due. Io mi avviai velocemente verso scuola, sicuramente dovevo sorbirmi uno di quegli interrogatori alla Cullen. Ok, adesso vado in vacanza, continuero' a scrivere gli altri capitoli durante l'estate e li posterò a settembre! Grazie per aver letto la storia, mi raccomando, continuate così! Buone vacanzee!! ^_____^ MartinaPausiniCullen ;)

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